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Il Museo della Terracotta

Restauro del Palazzetto Pretorio, allestimento e progetto grafico

Localizzazione: via Valgelata, loc. Petroio, Trequanda (Si)

Committente: Amministrazione Comunale di Trequanda

Curatore: Gianfranco Molteni

Progetto: Piero Guicciardini, Marco Magni

Collaboratori: Edoardo Botti, Nicola Capezzuoli, Tamara Migliorini

Impresa realizzatrice opere edili: Monumenta s.r.l., Roma

Impresa realizzatrice allestimenti: Guidobaldi s.n.c., Foligno (PG)

Estensione degli interventi: mq.450

Anno: 1997- 1999

Il palazzetto che ospita il museo si trova sul margine settentrionale di Petroio, affacciato sul tratto centrale di via Valgelata, cioè di quel tracciato viario a spirale che costituisce la straordinaria struttura urbana del borgo.

In occasione della sua trasformazione in museo, l’intervento di restauro ha recuperato l’integrità dello spartito architettonico della facciata con la riapertura delle arcatelle tamponate. L’edificio è stato consolidato e dotato di nuovi servizi e di ascensore interno. Con il restauro dei piani alti, si è compiuto il completo recupero del vicolo esterno e degli ambienti interrati, ora adibiti a sede per esposizioni temporanee.

Un’intera sala è dedicata alle esposizioni di terrecotte selezionate della produzione odierna di Trequanda. Sono disponibili per il visitatore pannelli informativi e punti di consultazione interattiva, con indicazioni per la visita e il percorso aperto nel paese.

La storia della lavorazione della terracotta è prima inserita nel più ampio settore dell’artigianato senese (sala I,II), quindi focalizzata, dalla fine dell’Ottocento ad oggi, sulla specificità di Petroio.

Nel terzo ambiente è trattata la produzione tradizionale in terracotta, generata dalla quotidiana necessità del contenere. Contenitori e oggetti sono esposti in riferimento alle diverse tipologie funzionali e formali, ma anche alle proprie accezioni simboliche. Il percorso prosegue ricostruendo il processo lavorativo della terracotta dalla cava (sala IV) in cui viene estratta l’argilla.

Al centro, tra passato e modernità, la ricostruzione di un forno: luogo di continuità e diversità, punto centrale della lavorazione neitempi. Luogo che il visitatore non può evitare. Deve attraversarlo fisicamente, sostarvi qualche minuto per ascoltare dalla voce di un concaio il racconto delle tecniche di cottura.

La visita prosegue all’esterno. Tra gli edifici di Petroio, che serbano interessanti apparati decorativi in cotto, tra le sedi della produzione nel territorio.