Restauro della ex tinaia Del Taja, allestimento e progetto grafico
Localizzazione: piazzale Garibaldi, Buonconvento (Si)
Committente: Amministrazione Provinciale di Siena
Responsabile ufficio cultura: Antonio de Martinis
Curatore: Gianfranco Molteni
Progetto: Piero Guicciardini, Marco Magni
Collaboratori: Nicola Capezzuoli, Tamara Migliorini
Impresa opere edili: Ciupi Alvaro & C., Siena
Impresa realizzatrice allestimenti: Celi S.p.a., Terni
Estensione degli interventi: mq. 1.400
Anno: 1993- 2002
Il Museo della Mezzadria di Buonconvento rappresenta un tentativo di applicazione di nuovi mezzi e concetti al campo della museografia demoantropologica.
Ricavato negli ambienti di una ex tinaia settecentesca, il museo gode di buona accessibilità e di una felice posizione, inglobato all’interno delle mura storiche della città.
Il restauro dell’edificio è stato svolto con semplicità di interventi e di mezzi. La natura produttiva del complesso e quindi il suo articolarsi in risposta alle esigenze di lavorazioni imponenti e al flusso di uomini e animali si adattava naturalmente all'utilizzo museale, probabilmente meno complesso ed articolato degli stessi cicli di lavorazione originari.
All’ingresso sono collocati il servizio di biglietteria, un punto guardaroba e i collegamenti verticali. Un video descrive l’intero sistema museale senese e sul fondo della sala alcune nicchie espositive contengono oggetti esemplari.
Il primo ambiente espositivo è una introduzione al tema del museo, dove l’aspetto della comunicazione evocativa è preponderante rispetto alla descrizione analitica. A parete scorrono immagini in proiezione video intorno al fenomeno della mezzadria. Nello stesso ambiente sono collocate alcune figure parlanti: sculture più che modelli, rappresentanti alcuni personaggi tipo che ricorrono durante l’intero percorso espositivo edemettono brani audio tratti da interviste reali. Su un carro sono affastellati il letto, i vestiti, i pochi utensili: beni propri del mezzadro, dell’uomo che, oltre la cultura materiale, la storia delle tecniche, il repertorio iconografico, è posto al centro di questa esperienza museografica. Una nicchia espositiva presenta i contratti tipo di mezzadria, collocando il fenomeno in un arco temporale che, iniziato nel medioevo, si è concluso con le lotte contadine degli anni cinquanta del Novecento.
Nel grande ambiente voltato a piano terra il percorso si snoda in una serie di variazioni spaziali derivate dall’articolazione della scena, secondo un progetto sotteso tra i diversi ambiti di architettura, grafica, fotografia, design, installazione tecnologica e artistica.
L’allestimento ricerca la varietà di mezzi e linguaggi per rendere efficace la comunicazione. Gli elementi ricorrenti sono i box visivi: elementi divisori dello spazio ed allo stesso tempo contenitori multiformi, in grado di accumulare i dati del messaggio tecnologico ed iconografico.
All’interno del museo molteplici sono i punti video che, riservati ad una fruizione veloce, riducono l’uso della didascalia scritta e del materiale iconografico.
L’oggetto resta il fulcro del museo. La sua capacità comunicativa è superiore a quella di qualsiasi mezzo, e se ne fa un uso ampio, variando il senso e i modi dell’esposizione. Oggetti d’uso e d’affezione sono appoggiati alla base bassa centrale o sospesi al soffitto, composti su pannelli e attaccati direttamente al muro come nella grande parete degli utensili da lavoro, organizzati nella fitta estetizzante contrapposizione propria dei musei collezione.
Nel percorso la struttura continua a mostrare se stessa ed il suo ruolo di ex tinaia. Nel pavimento alcuni cristalli sostituiscono i coperchi di pietra delle profonde buche da grano. I tini, lo strettoio, la grande botte all’ingresso continuano a raccontare la storia di questo edificio.
Per una rampa interna si raggiunge Il grande ambiente del primo piano, caratterizzato da una configurazione meno incombente e dalla luce naturale; qui sono sviluppati i temi della mezzadria in rapporto alla famiglia e all’individuo.
La sala è dominata dalla ricostruzione al vero di una abitazione contadina tipo, citazione di un edificio rurale riprodotto nel metalinguaggio di una installazione in cui, evitando effetti realistici, la struttura abitativa è materializzata con pannelli di lamiera Cor-ten, mentre si espongono gli oggetti e l’arredo reale degli spazi dell’abitazione.
Dal salone si accede alla sala audiovisivi e all’archivio; Il laboratorio didattico si trova nell’ala della ex fattoria.