Allestimento museografico negli spazi della ex Campolmi
Localizzazione: via Santa Chiara, Prato
Committente: Amministrazione Comunale di Prato
Curatori: E. Lepri, F. Guarini, D. Degli Innocenti, P. Bogani
Responsabile del procedimento :Fabrizio Cecconi
Progetto: Piero Guicciardini, Marco Magni
Collaboratori: Edoardo Botti, Paolo Mori
Progetto grafico: Noè s.n.c.
Imprese realizzatrici: Goppion s.r.l., Ciccotti s.r.l.,Farmobili
Estensione degli interventi: mq.2.000
Anno: 2002-2003
Il progetto di allestimento museografico.
Gli spazi distesi della ex Campolmi offrivano una gamma infinita di possibilità progettuali.
Abbiamo deciso di lavorare sull’architettura delineando scansioni dello spazio che fossero esse stesse opere costruttive. Questa scelta ha generato i grandi divisori metallici al piano terra, la serialità frantumata delle teche mobili della sezione storica, le basi di lamiera, la grande vetrata e la sala ovoidale in legno del piano superiore. Con questi elementi si è inciso lo spazio globale introducendo variazioni, strozzature, punti di enfasi; in altre parole un percorso dotato di visione, sensibilità, respiro.
Elenchiamo le aree funzionali in ordine di visita:
Dall’area di accoglienza si passa alle collezioni storiche, ospitate in esposizioni a rotazione temporanea in un ambiente voltato, nella parte più antica del complesso.
All’interno dello spazio espositivo, scandito dal ritmo elegante dei pilastri centrali, gli elementi dell’allestimento si collocano come un sottosistema indipendente. La mobilità degli allestimenti costituisce il dato di sicura innovazione espositiva.
Sette vetrine mobili di grandi dimensioni sono collocate in posizioni variabili con l’alternarsi degli allestimenti all’interno della sala. Ciascuna di esse, quattro metri di lunghezza, è costituita da una struttura in metallo poggiante su ruote e completa dell’alloggiamento delle parti tecniche dell’illuminazione e del sistema di compensazione igrometrico, sormontata da una scatola superiore in acciaio e cristalloextrachiaro.
La trasparenza e la mobilità dei contenitori realizzano con discrezione ed eleganza il giusto tramite tra lo spazio architettonico e i preziosi tessuti esposti, interpretando quel carattere di transitorietà che è proprio degli allestimenti così come deglioggetti in mostra.
La loro mobilità consente di rinnovare la disposizione della sala in corrispondenza delle rotazioni espositive, trasformando questo momento in un grande evento scenico.