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Il Palazzo dei Pio a Carpi

Progetto di restauro e allestimento museografico

Localizzazione: piazza dei Martiri, Carpi (MO)

Committente : Amministrazione Comunale di Carpi

Curatore : Manuela Rossi

Responsabile del procedimento: Giovanni Gnoli

Progetto: Guicciardini e Magni Architetti Studio Associato

P.Guicciardini, M.Magni, N. Capezzuoli

con A. Natalini, Politecnica

Collaboratori: E. Botti, G. Lo Presti, P. Martinelli, C. Giancaterino

Estensione degli interventi: mq. 8000

Anno : 2007

Il progetto asseconda la nuova strategia dei luoghi espositivi del Palazzo dei Pio, lo straordinario manufatto rinascimentale che costituisce la quinta architettonica di una delle più belle piazze d’Italia.

Le operazioni di restauro riguardano le corti interne, i collegamenti e la parte centrale del Palazzo, fino ad impostare il riuso delle grandi soffitte dei piani alti, per una superficie totale di circa 8.000 metri quadrati.

Il progetto di allestimento riorganizza le funzioni espositive all’interno di una nuova strategia funzionale.

All’interno del Museo civico “Giulio Ferrari” sono ben riconoscibili sezioni museali corrispondenti a varie distinzioni tematiche:

a) Le logge del primo ordine

b) L’appartamento nobile superiore

c) L’appartamento nobile inferiore

d) La sezione della xilografia

e) La Pinacoteca

f) La sopraloggia del secondo ordine

Dalla Piazza si è informati della vita interna al Palazzo grazie ai totem esterni e per la forza di attrazione che emana la nuova illuminazione del cortile d’onore, all’interno del complesso.

Passata la nuova area di accoglienza ci troviamo al primo piano. Il loggiato del primo ordine mantiene la propria natura diarchitettura monumentale limitando la sovrapposizione di elementi di arredo e dotandosi di quelle predisposizioni necessarie al suo funzionamento quale luogo per accogliere mostre temporanee.

Dal loggiato prendono accesso tutti gli ambienti collocati al piano.

Al secondo piano sono esposte le sezioniche completano il museo civico. Si tratta di frammenti di collezioniche spaziano dall’archeologia alla cultura materiale, dai cimeli risorgimentali all’arte eclettica della collezione Degoli, e che insieme dovrebbero acquisire un sensodiverso per annodare le maglie di un nuovo percorso di identità, unastoria locale fatta delle cose, dei luoghi, dei personaggi.

In questo coacervo di materiali l’allestimento ha il ruolo di dividere e comporre, assimilare e distanziare, immergendo gli oggetti vivi della memoria in un contenitore in cui le pulsioni individuali e collettive possano decantarsi.

L’insieme delle tematiche trova riscontro in un allestimento forte e puntuale.

I temi sono organizzati in modo omogeneo, così da costituire una sorta di arcipelago concettuale fatto di isole in successione, ricavatecon gli elementi dell’allestimento.

La visita al museo si intreccia con quella al Palazzo. I pavimenti incisi della prigione nella Torre del Passerino, come l’estradosso non finito delle membrature dello scalone visto dall'alto, sono testimonianze minori, documenti subalterni che ai nostri occhi diventano improvvisamente pregnanti, carichi di senso e di arte.

Agli ambienti espositivi si alternano spazi di servizio, aree didattiche e locali per conferenze e mostre temporanee tematiche